Bambini in-visibili: un anno nello Spazio Giallo per accogliere i figli dei detenuti grazie a Megamark
C’è un luogo speciale, all’ingresso della Casa Circondariale di Foggia, dove per un anno intero i bambini hanno potuto essere semplicemente bambini, anche in un contesto difficile come quello del carcere. È lo Spazio Giallo, cuore pulsante del progetto “Bambini in-visibili: figli di genitori detenuti“, promosso da Lavori in Corso APS.
Il progetto è uno dei vincitori di ‘Orizzonti solidali’ – Ed. 2024, bando di concorso destinato al terzo settore pugliese promosso dalla Fondazione Megamark in collaborazione con i supermercati Dok, A&O e Famila.
Da giugno 2024 a giugno 2025, lo Spazio Giallo ha accolto bambini dai 3 ai 13 anni che, ogni settimana, varcavano il portone del carcere per incontrare la mamma o il papà detenuti. Ad attenderli non c’erano sbarre, né attese silenziose e piene di tensione, ma operatori preparati, giochi, colori e ascolto. Un modo diverso – e necessario – di vivere l’incontro con il genitore recluso.
Un luogo per sentirsi accolti
Lo Spazio Giallo non è solo un ambiente fisico, ma un luogo di relazione, fiducia e cura. Qui, ogni bambino ha potuto esprimere le proprie emozioni, raccontare le paure, il senso di distanza, il bisogno di contatto. Il tutto attraverso un linguaggio semplice e immediato: il disegno.
Disegnare ha permesso a molti di loro di dire ciò che non riuscivano a esprimere a parole. C’era chi disegnava la casa dei nonni dove vive, chi il papà dietro una grata, chi se stesso con le ali. Come ha detto G., 6 anni:
“Quando disegno il mio papà con le ali mi sento meno triste, perché so che poi lo rivedo.”
I numeri di un anno di lavoro
Il progetto ha avuto un impatto profondo, dentro e fuori le mura del carcere. In un anno:
- Sono state garantite 780 ore di accoglienza educativa
- Sono stati realizzati 1.700 interventi psico-pedagogici ed educativi
- Si sono svolti 48 incontri di lettura animata ad alta voce
- Sono stati accolti oltre 350 bambini
- Sono stati coinvolti più di 200 adulti accompagnatori
Dietro questi numeri, ci sono storie, volti, relazioni che hanno preso forma e trovato uno spazio di senso e umanità.
Una mostra per restituire visibilità
Il 30 giugno 2025, a conclusione del progetto, una mostra allestita all’interno della Casa Circondariale di Foggia ha raccontato tutto questo. Le immagini esposte, tratte dai disegni realizzati dai bambini nello Spazio Giallo, hanno parlato a occhi adulti: quelli dei genitori detenuti, degli agenti, degli operatori, dei familiari in visita.
La mostra ha avuto due momenti significativi:
Il primo si è svolto nel campo sportivo del carcere, dove si è tenuta una giornata di gioco e condivisione tra padri detenuti, figli e madri. Le immagini hanno accompagnato quell’incontro, aiutando i genitori a vedere attraverso gli occhi dei figli

Il secondo ha visto le stesse immagini esposte nella zona di passaggio interna all’istituto, dove per almeno due settimane sono rimaste visibili a chi lavora e a chi entra ogni giorno in carcere. Una presenza silenziosa ma eloquente, che invita alla riflessione.

Un messaggio forte: i bambini esistono, anche in carcere
Attraverso la mostra e il lavoro quotidiano nello Spazio Giallo, il progetto ha voluto dire una cosa semplice e fondamentale: i bambini esistono, anche in carcere. E hanno diritto ad essere accolti, ascoltati, accompagnati. A mantenere un legame con chi amano, anche in condizioni difficili.

Il progetto ha anche offerto ai genitori detenuti uno specchio: un’occasione per comprendere quanto la relazione con i propri figli sia viva e importante. E ha permesso al personale penitenziario di guardare in modo nuovo la presenza dei bambini, non come un elemento secondario, ma come parte integrante della realtà carceraria.
Un esempio da seguire
“Bambini in-visibili” ha dimostrato che è possibile umanizzare il carcere. Che la presenza di figure educative, l’uso di strumenti pedagogici, la cura della relazione possono fare la differenza.
È una buona prassi, replicabile in altri istituti, che ha messo al centro i diritti dell’infanzia e la qualità dei legami familiari.
Lavori in Corso APS ringrazia la Fondazione Megamark per aver creduto in questo progetto e nella possibilità di costruire, insieme, una giustizia più umana, attenta, educativa.
