Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia
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Pubblicazione del 13° Rapporto del Gruppo CRC: i diritti dell’infanzia e della adolescenza in Italia

In occasione della giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza il Gruppo CRC ha pubblicato il 13° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della CRC in Italia (13° Rapporto CRC), presentato martedì 21 novembre nel corso di un evento online aperto dall’intervento della Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.

Il 13° Rapporto CRC ci offre sia un approfondimento tematico rispetto ai singoli diritti sia una visione globale della condizione dell’infanzia e adolescenza nel nostro Paese e delle criticità da affrontare proponendo puntuali raccomandazioni nel merito.

La pubblicazione del Rapporto ha segnato l’ingresso di LAVORI IN CORSO APS nel gruppo di lavoro CRC.

COS’E’ IL GRUPPO CRC

Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC) è un network attualmente composto da più di 100 soggetti del Terzo Settore che da almeno tre anni si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ed è coordinato da Save the Children Italia.

Il Gruppo CRC, facendo leva anche sul prossimo appuntamento con il Comitato ONU, intende portare l’attenzione delle istituzioni sulle criticità del nostro sistema, valorizzare i punti di forza che emergono anche delle molteplici esperienze condotte a livello territoriale per innescare un cambiamento sistematico che veda tutti protagonisti nel farsi carico delle esigenze di una “generazione sospesa” tra sogni e incertezze.

FIGLI DI GENITORI DETENUTI

Dall’analisi e dal confronto con i 174 operatori e professionisti coinvolti nella stesura del Rapporto CRC emerge tutta la complessità della realtà odierna, ed emerge anche chiaramente la difficoltà che hanno sia i ragazzi che le famiglie a gestire tale complessità. Tutti concordi anche nel sottolineare che per comprendere a pieno tale complessità e fornire risposte adeguate è necessario uscire dalla logica degli interventi per singoli “settori” per avviare invece un processo di ricomposizione in grado di promuovere il benessere complessivo delle persone di minore età che vivono nel nostro Paese.

Il Rapporto, al capitolo V, analizza l’applicazione della Convenzione riguardo all’ambiente familiare e alle misure alternative, con particolare riguardo ai figli di genitori detenuti.

Il legame genitori detenuti-figli, messo a dura prova negli ultimi anni segnati dalla pandemia, ha visto un progressivo ritorno alla normalità soprattutto a partire dalla seconda metà del 2022, grazie all’attenuarsi delle norme anti Covid-19 e alla conseguente possibilità per i bambini di rientrare all’interno degli istituti penitenziari per incontrare il genitore detenuto. I bambini, tuttavia, abituati ad avere contatti quasi solo da remoto con il genitore detenuto, si sono trovati a dover sperimentare un nuovo impatto con l’istituzione carceraria, elemento di potenziale traumaticità in
una relazione genitoriale già complessa e minata da una rinnovata distanza dovuta alla pandemia.
Questo nuovo incontro-scontro con il carcere, ha fatto emergere ancora di più l’importanza di avere dei luoghi ad hoc per i minorenni, operatori specializzati ed agenti sensibilizzati e formati che accolgano famiglie e bambini nelle loro fatiche e difficoltà.
Su questa linea si è rivelato cruciale investire sulla sensibilizzazione della polizia penitenziaria sul tema dell’ingresso dei bambini e delle bambine in carcere, così come previsto dall’Art. 4 della “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”.

Un miglioramento da questo punto di vista è stato possibile grazie ad al programma nazionale “Il carcere alla prova dei bambini e delle loro famiglie” , a cui LAVORI IN CORSO APS, come partner, ha preso parte.

CAMPAGNA SOCIAL LAVORI IN CORSO APS

In vista della pubblicazione del Rapporto, LAVORI IN CORSO APS ha realizzato una campagna di sensibilizzazione sui suoi canali social, raccontando l’importanza dell’applicazione dei Diritti Onu rispetto ai figli di genitori detenuti e come questi guidino tutte le azioni e i progetti della Associazione.

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