Progettare vite libere: il racconto di Lavori in Corso APS nel podcast “Risvegli”
Cosa significa lavorare ogni giorno accanto ai bambini figli di persone detenute?
Come si costruiscono relazioni familiari sane dentro contesti segnati dalla fragilità, dalla separazione e dal carcere?
E perché la lettura, l’ascolto e la bellezza possono diventare strumenti concreti di emancipazione e cambiamento sociale?
Sono alcune delle domande al centro dell’intervista realizzata da Danila Paradiso per il podcast Risvegli, dedicata al percorso di Lavori in Corso APS e al progetto Progettiamo vite libere.
Nel corso della conversazione, Antonietta Clemente e Umberto Di Gioia raccontano l’esperienza maturata in quasi vent’anni di lavoro accanto alle famiglie attraversate dalla detenzione, ai bambini che vivono il carcere attraverso i colloqui con i genitori e a tutte quelle relazioni che spesso restano invisibili agli occhi della società.
L’intervista ripercorre la nascita dello Spazio Giallo presso la Casa Circondariale di Foggia, il lavoro educativo svolto attraverso la Biblioteca Gialla, i percorsi di lettura condivisa, le attività dedicate alla genitorialità detenuta e il significato profondo del metodo Progettiamo vite libere.
Un metodo che parte da una convinzione semplice ma radicale: nessun bambino dovrebbe sentirsi definito dalla condizione detentiva di un genitore.
Nel podcast si parla anche del valore dell’accoglienza, della necessità di creare spazi relazionali non giudicanti, del ruolo della cultura e della lettura nella costruzione dell’identità emotiva dei bambini e della possibilità di trasformare luoghi segnati dalla sofferenza in occasioni di incontro, ascolto e consapevolezza.
In questi anni Lavori in Corso APS ha cercato di costruire ponti tra carcere, scuola, famiglie e territorio, promuovendo attività educative, culturali e di advocacy orientate alla tutela dei diritti dell’infanzia e al sostegno delle relazioni familiari.
Raccontarsi attraverso una voce esterna, come quella del podcast Risvegli, rappresenta per noi anche un’occasione importante per dare forma e continuità a un percorso costruito giorno dopo giorno insieme a operatori, volontari, istituzioni, famiglie e bambini.
Perché “progettare vite libere” non significa soltanto immaginare un cambiamento possibile.
Significa creare, concretamente, spazi in cui quel cambiamento possa iniziare ad accadere.
🎙 È possibile ascoltare l’intervista completa ai link qui sotto.